APPLICABILITA' ANCHE DOPO LA RIFORMA DEL D.LGS. N. 5 DEL 2006 - SUSSISTENZA - CONSEGUENZE - DOMANDA DI AMMISSIONE AL PASSIVO ED ECCEZIONE DI COMPENSAZIONE - EPOCA DI INSORGENZA DEL CREDITO E DECORRENZA DEGLI INTERESSI - RETRODATAZIONE DALLA DOMANDA DI AMMISSIONE AL CONCORDATO PREVE
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Il “familiare”- coniuge del cittadino italiano (o di altro Stato membro dell’Unione europea), dopo aver trascorso nel territorio dello Stato i primi tre mesi di soggiorno “informale”, è tenuto a richiedere la Carta di soggiorno ai sensi dell’art. 10 del d.lgs. n. 30 del 2007 e sino al momento in cui
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I fondi comuni d’investimento (nella specie, un fondo immobiliare chiuso) costituiscono patrimoni separati della società di gestione del risparmio che li ha istituiti, con la conseguenza che, in caso di acquisto immobiliare operato nell’interesse di un fondo, l’immobile acquistato deve essere intest
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La Corte, pronunciandosi per la prima volta sulla questione, ha dichiarato ammissibile il ricorso ex art. 111 Cost. avverso il provvedimento di rigetto della domanda di rientro nella residenza abituale del minore, illecitamente trasferito in altro Stato, emesso dal Tribunale dei Minorenni, ai sensi
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Con riguardo all’immistione dell’accomandante di s.a.s. nella gestione sociale, prevista dall’art. 2320 cod. civ., e da cui consegue l’estensione al socio del fallimento della società per l’art. 147 della legge fall., la Corte ha ritenuto che la prestazione di garanzie e il prelievo di fondi dalle c
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La Corte ha escluso che rientri nelle attribuzioni del curatore del fallimento di un consorzio con attività esterna – in mancanza di una norma ad hoc, sulla falsariga di quella prevista per le s.p.a. dall’art. 2394 cod. civ. e, per l’ipotesi di fallimento, dall’art. 2394 bis cod. civ. – l’esercizio
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Ribadendone la natura di enti di associazione non riconosciuta, La Corte ha escluso la possibilità di applicare ai consorzi volontari di urbanizzazione la disciplina di cui agli art. 2602 e seguenti del codice civile.
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La Corte ha precisato che, secondo il principio di c.d. prossimità della prova, è onere del debitore provare di essere esente dal fallimento e che oggi la figura dell’imprenditore fallibile è affidata a parametri soggettivi, restando indifferente la qualifica di piccolo imprenditore di cui all’art.
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In tema di equa riparazione da irragionevole durata del processo e ai fini del calcolo della durata del processo esecutivo, la S.C. ha escluso che possa essere scomputato il periodo di durata del giudizio di opposizione all'esecuzione; peraltro, ha riconosciuto che lo stesso periodo possa essere val
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La sentenza ha escluso che sussista inadempimento imputabile alla società emittente obbligazioni convertibili in azioni di risparmio, tale da comportarne la responsabilità ai sensi dell’art. 1218 cod. civ., allorché sopravvenga l’impossibilità per il sottoscrittore di convertirle in azioni a causa d
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In tema di equa riparazione ai sensi della legge 24 marzo 2001 n. 89, la Corte ha stabilito che, qualora nel processo presupposto sia intervenuta una sentenza non definitiva ex art. 279 cod. proc. civ., il computo del superamento del termine ragionevole di durata del processo va effettuato dalla dat
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La Corte ha preso posizione sull’interpretazione dell’art. 8, 4° comma, del d. lgs. 17 gennaio 2003, n. 5, stabilendo che esso non concede all’attore un ulteriore termine per notificare alle controparti l’istanza di fissazione dell’udienza, in quanto il dies a quo di decorrenza dei venti giorni prev
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Applicando per la prima volta il principio dell’abuso dello strumento processuale i tema di spese giudiziali, la Corte, decidendo su una pluralità di ricorsi, con identico patrocinio legale, contenenti domande connesse per l’oggetto e per il titolo, relativi alla richiesta di indennizzo del pregiudi
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Il credito erariale da imposta regionale sulle attività produttive deve essere ammesso in via privilegiata al passivo fallimentare anche se sorto prima dell’entrata in vigore dell’art. 39 del d.l n. 159 del 2007 (conv. nella legge n. 222 del 2007) con il quale, tale imposta è stata espressamente inc
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Intervenendo nuovamente sul rilievo giuridico nel nostro ordinamento dell’istituto della “Kafalah”, ma con riferimento alla domanda proposta da un cittadino italiano (nella specie di origine marocchina) con un minore straniero, affidato al richiedente per effetto del vincolo della "kafalah" e reside
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La Corte, mutando il proprio precedente indirizzo, ha ritenuto che il passaggio in giudicato della sentenza di separazione giudiziale (o di omologa di quella consensuale) non è condizione di procedibilità della domanda giudiziaria di scioglimento della comunione legale e relativa divisione dei beni,
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In consapevole contrasto con due recenti pronunce (n. 22080 del 2009 e n. 823 del 2010), ma in continuità con il precedente orientamento (S.U. n. 22216 del 2006 e n. 10135 del 2007), la prima sezione della Corte ha stabilito che, ai fini dell’autorizzazione temporanea all’ingresso od alla permanenza
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