SENTENZA N. 9151 DEL 8 APRILE 2008
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ELETTORATO - CONTROVERSIE ATTINENTI ALLA FASE DEL PROCEDIMENTO ELETTORALE PREPARATORIO (AMMISSIONE DELLE LISTE) - DIFETTO ASSOLUTO DI GIURISDIZIONE
Le Sezioni unite, con le pronunce in oggetto indicate, hanno ribadito il proprio consolidato orientamento (da ultimo, Cass., Sez. Un., nn. 8118 e 8119 del 2006) in ordine al difetto assoluto di giurisdizione, sia del giudice ordinario, che del giudice amministrativo, sulle questioni concernenti le operazioni elettorali (comprese quelle relative all'ammissione delle liste), giacché, in forza del principio dell'autodichia desumibile dall'art. 66 Cost., esse rientrano nella "funzione giurisdizionale esclusiva" delle Camere. Le Sezioni Unite hanno, per un verso, escluso che argomenti di diverso segno possano rinvenirsi dalla più recente giurisprudenza costituzionale (ord. n. 117 del 2006), che si è limitata a negare l'esistenza di un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nel caso di diniego sia da parte del giudice amministrativo che della Giunta per le elezioni della Camera dei deputati di pronunciarsi su questione relativa ad ammissione di liste elettorali. Per altro verso, il Supremo Collegio ha ritenuto che non potesse indurre a diverso avviso l'orientamento non sufficientemente univoco assunto in materia dalle competenti giunte parlamentari, ponendo, inoltre, l'accento sia sul fatto che, in ogni caso, è "la giunta nominata dalla Camera parlamentare risultante dalla nuova elezione a doversi pronunciare sulla questione", sia sulla autonomia ed indipendenza della Corte di cassazione nell'esercizio della sua funzione nomofilattica.
Nelle medesime pronunce si è anche affermato che non vi è "un inammissibile vuoto di tutela" per il solo fatto che la giurisdizione competa ad un organo speciale, quale appunto la giunta parlamentare, tento conto, peraltro, che il differimento della tutela ad un momento successivo alle elezioni si correla alle esigenze indifferibili di speditezza del procedimento elettorale imposte dall'art. 61 Cost.
Va segnalato, infine, che proprio facendo leva sul citato art. 61 Cost., norma fondamentale che indica in settanta giorni il termine delle elezione delle nuove Camere dalla fine delle precedenti, le Sezioni Unite hanno ritenuto di dover seguire un iter procedimentale caratterizzato da particolare celerità (notifica del ricorso e dell'avviso di fissazione d'udienza mediante utilizzo di fax, nonché abbreviazione dei termini ed udienza a scadenza assai ravvicinata), risultando di tutta evidenza che la "rilevanza costituzionale degli interessi in gioco" non consentirebbe una decisione in tempi tali da determinare "una dilazione delle operazioni elettorali oltre quel termine".
 
Testo Completo: Sentenza n. 9151 dell' 8 aprile 2008

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore R. Rordorf)

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