SENTENZA N. 35488 UD. 28 GIUGNO 2007 - DEPOSITO DEL 24 SETTEMBRE 2007
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DELITTI CONTRO LA FEDE PUBBLICA - FALSE ATTESTAZIONI DEL PRIVATO IN ATTO PUBBLICO - FALSO IDEOLOGICO IN ATTO PUBBLICO EX ART. 48 C.P. - CONCORSO FORMALE
Le Sezioni unite ribadiscono innanzitutto il principio espresso con la sentenza 24 febbraio 1995, n. 1827/95, P.G. in proc. Proietti, per il quale tutte le volte in cui il pubblico ufficiale adotti un provvedimento, a contenuto sia descrittivo sia dispositivo, dando atto in premessa, anche implicitamente, della esistenza delle condizioni richieste per la sua adozione, desunte da atti o attestazioni non veri prodotti dal privato, si è in presenza di un falso del pubblico ufficiale del quale risponde, ai sensi dell’art. 48 cod. pen., colui che ha posto in essere l’atto o l’attestazione non vera. Hanno quindi affermato il principio risolutivo dell’attuale contrasto, stabilendo che il delitto di falsa attestazione del privato (di cui all’art. 483 cod. pen.) può concorrere – quando la falsa dichiarazione del mentitore sia prevista di per sé come reato – con quello della falsità per induzione in errore del pubblico ufficiale nella redazione dell’atto al quale l’attestazione inerisca (di cui agli artt. 48 e 479 cod. pen.), sempreché la dichiarazione non veridica del privato concerna fatti dei quali l’atto del pubblico ufficiale è destinato a provare la verità.
 
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