Qualche giorno fa è mancato Ugo Vitrone.
Divenne magistrato con d. m. 5 aprile 1965, classificandosi al primo posto nella graduatoria del concorso.
Dopo aver esercitato la giurisdizione in tutti gli uffici di merito romani, è stato nominato consigliere della Corte di cassazione nel 1992.
Assegnato prima alla sezione lavoro e poi alla prima sezione civile, ha fatto parte per vari anni delle sezioni unite civili e dal 1999 è stato anche componente del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, diventandone vicepresidente nel marzo 2012.
Nel febbraio 2008 è stato nominato Presidente di sezione della Corte ed assegnato ancora alla prima sezione civile.
Nell’ambito della prima civile, si è occupato in particolare delle materie relative alla pubblica amministrazione, all’espropriazione e all’ arbitrato.
Tra le tante pronunce rilevanti che recano la sua firma è importante richiamare l’ordinanza n. 12060 del 2013 che sollevò varie questioni di costituzionalità della legge elettorale n. 270 del 2005, il cd. Porcellum, cui seguì la sentenza n. 1 del 2014 della Consulta dichiarativa della parziale incostituzionalità della normativa censurata.
Come componente delle sezioni unite ha contribuito a rimettere in discussione orientamenti consolidati nella giurisprudenza di legittimità, recependo le sollecitazioni dell’accademia e del foro ed aprendo la Corte a nuove istanze di giustizia.
Ugo Vitrone ha saputo coniugare l’acume del giurista raffinato con la disponibilità al confronto dialettico, con la capacità di ascolto, con la tolleranza verso il dissenso. Egli ha rispettato in ogni momento del suo percorso professionale il dovere sancito dall’art. 54 della Costituzione, esercitando le sue funzioni con disciplina e onore.
La sua passione per gli studi classici emergeva dalle citazioni di autori latini e greci che amava inserire nelle sue riflessioni. La sua grande umanità traspariva da uno spiccato senso dell’umorismo, da quel tono leggero e bonario che oltre al piacere dello stare insieme sembrava indicare, senza enunciarle, le vere priorità della vita.
Ugo Vitrone ha incarnato un modello di magistrato preparato, equilibrato, laborioso, colto e garbato che ha dato molto alla Corte di cassazione e che resterà un punto di riferimento anche per coloro che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo.