La Corte di Cassazione saluta con rimpianto Umberto Breccia, Professore emerito dell’Università di Pisa, mancato improvvisamente nei giorni scorsi.
Illustre civilista, è stato autore di Opere fondamentali che hanno segnato la cultura giuridica, dalla monografia sulla Diligenza e buona fede nell'attuazione del rapporto obbligatorio a quella su Il diritto all’abitazione. Rimangono inoltre nella memoria il volume su Le obbligazioni (nel Trattato di diritto privato a cura di Iudica e Zatti), quello su La causa del contratto (pubblicato nel Trattato di diritto civile diretto da Mario Bessone) e quello su La forma (nel Trattato del contratto diretto da Roppo) (Giuffré, 2006).
Con Ugo Natoli, Francesco Donato Busnelli e Lina Bigliazzi Geri ha pubblicato uno storico Manuale di diritto privato in più tomi, su cui si sono formate generazioni di studenti.
Una frase, contenuta in un recente suo libro di teoria generale del diritto, merita di essere qui ripresa, perché mette in luce il tema della legalità nello Stato costituzionale ed evidenzia la “tensione” tra lex e iura, anche per la “sfasatura” “tra i tempi delle attuazioni e i tempi delle nuove domande”.
“L’esperienza della giustizia, nel confronto con il diritto, è percezione, o sentimento, di valori che possono sentirsi come lesi o come insoddisfatti a causa di un fallimento o di una carenza di cui il diritto, nel suo connaturato confine, rende esperti”.
Nell’eredità della profonda dottrina e della vastità di orizzonti di Umberto Breccia, la comunità interpretante avrà sicuramente, anche negli anni a venire, un insostituibile punto di riferimento.