Ieri è mancato all’affetto dei suoi cari il Presidente Rafaele Corona. La Corte di cassazione ne ricorda con commozione la figura e gli insegnamenti, dei quali essa è tuttora debitrice.
Approdato in Cassazione nel 1992 dopo essere stato pretore a Bitti, giudice del Tribunale di Cagliari e consigliere della Corte di appello della stessa città, Rafaele Corona ha svolto le sue funzioni di consigliere presso la Seconda Sezione civile, di cui è stato Presidente titolare dal 2002 al 2009, anno del suo collocamento a riposo per sopraggiunti limiti di età.
Per lungo tempo è stato componente delle Sezioni Unite civili, che ha anche presieduto.
Egli ha segnato con la propria opera un’intera stagione dell’evoluzione giurisprudenziale nelle materie – a Lui care – del terzo libro del codice civile.
È stato estensore di pronunce che costituiscono ancora oggi diritto vivente. Tra queste vanno menzionate la sentenza n. 9148 del 2008, delle Sezioni Unite, con la quale è stato fissato il principio per cui la responsabilità dei condomini è retta dal criterio della parziarietà, sicché le obbligazioni assunte nell'interesse del condominio si imputano ai singoli componenti soltanto in proporzione delle rispettive quote, secondo criteri simili a quelli dettati dagli artt. 752 e 1295 cod. civ. per le obbligazioni ereditarie; e la sentenza n. 2046 del 2006, sempre delle Sezioni Unite, in tema di condominio minimo.
Rafaele Corona è stato un raffinato giurista, oltre che un autorevole magistrato.
Allievo di Lino Salis, ha conseguito la libera docenza in diritto civile ed è stato autore di importanti opere monografiche in materia di condominio e di saggi in tema di politica della giustizia.
La Corte di cassazione è una comunità di esperienze. Il diritto vivente è frutto di un continuo confronto dialettico tra fedeltà ai precedenti e spinta al rinnovamento.
La giurisdizione si alimenta attraverso l’esperienza consegnata al futuro da chi ci ha preceduto. Rafaele Corona continuerà ad essere nostro compagno di viaggio.