Pensione di vecchiaia in regime di “pro rata” internazionale - Integrazione al minimo ex art. 8, commi 2 e 3, della l. n. 153 del 1969 - Spettanza - Somma della prestazione estera autonoma a quella italiana - Necessità - Interpretazione dell’art. 58 del Regolamento n. 883/2004/CE.
Presidente: L. Esposito
Relatore: S. Magnanensi
L’esito in sintesi
La Sezione Lavoro ha disposto il rinvio pregiudiziale alla Corte UE, ai sensi dell’art. 267 TFUE, formulando quesito in punto di verifica della sussistenza del diritto alla integrazione al minimo del trattamento pensionistico prevista dalla legislazione italiana, nel caso in cui la prestazione nazionale sia in regime di pro-rata e la estera sia invece autonoma, ed in particolare:
«Se l’art. 58 del Regolamento n. 883/2004/CE debba essere interpretato nel senso che, per verificare se spetti la integrazione al trattamento pensionistico minimo prevista dalla legislazione nazionale italiana, all’art. 8, commi 2 e 3, della legge n. 153/1969, la prestazione estera autonoma debba essere sommata alla prestazione italiana in regime di pro-rata internazionale».
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