SOMMARIO:
1. Premessa metodologica.
2. I motivi di ricorso in generale
2.1 La necessaria articolazione del ricorso in motivi.
2.2. La specificità dei motivi.
2.3. Il motivo misto.
2.4. Il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione: natura, limiti e applicazioni
2.5. Inammissibilità del motivo per relationem.
2.6. Inammissibilità delle questioni nuove nel giudizio di cassazione.
2.7. Inammissibilità delle questioni coperte dal giudicato (interno o esterno). 2.8. Conseguenze sulle spese di lite.
3. I singoli motivi di ricorso. Il ricorso per motivi attinenti alla giurisdizione.
3.1. Premessa.
3.2. Il giudicato implicito sulla giurisdizione.
3.3. La possibilità per l’attore soccombente di impugnare la sentenza sfavorevole per motivi di giurisdizione.
3.4. Priorità della questione di giurisdizione rispetto a quella di competenza. 3.5 Il sindacato della Corte di cassazione per motivi afferenti alla giurisdizione sulle sentenze del Consiglio di Stato e della Corte dei conti.
3.6. Quando sulla questione di giurisdizione decidono le sezioni semplici.
4. Il ricorso per violazione di norme sulla competenza.
4.1. Profili generali.
4.2. Il concorso tra i rimedi del ricorso per cassazione per violazione delle norme sulla competenza e il regolamento necessario di competenza.
4.3. Le pronunce rese dal tribunale sulla competenza in grado di appello avverso le decisioni del giudice di pace.
4.4. Conversione del ricorso per cassazione in regolamento necessario di competenza.
5. Ricorso per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi di lavoro.
5.1. Premessa.
5.2. Il significato dell’espressione “norme di diritto”.
5.3. Norme costituzionali.
5.4. Norme del diritto dell’Unione europea.
5.5. Norme di diritto straniero.
5.6. Norme di rango sub-primario nella gerarchia delle fonti del diritto.
5.7. Il principio di diritto enunciato dalla Corte di cassazione con rinvio ad altro giudice.
5.8. I precedenti giudiziali.
5.9. Rilevanza dello ius superveniens.
5.10. La nozione di “violazione” di norme di diritto.
5.11. La falsa applicazione delle norme di diritto.
5.12. Erronea assunzione del caso concreto in una norma che non gli si addice.
5.13. Erronea qualificazione giuridica dei fatti.
5.14. Segue: il problematico confine con il c.d. vizio di motivazione.
5.15. Violazione delle clausole generali e dei concetti giuridici indeterminati.
5.16. Il controllo di legittimità sulle prove.
5.17. Violazione o falsa applicazione dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro.
6. La nullità della sentenza e del procedimento.
6.1. Errores in procedendo e interesse ad impugnare.
6.2. Errores in procedendo e formazione della prova.
6.3. Errores in procedendo e interpretazione della sentenza di primo grado.
6.4. Errores in procedendo e omessa pronuncia.
7. Il vizio di motivazione.
7.1. Premessa.
7.2. L’omesso esame circa un fatto decisivo. Il minimo costituzionale della motivazione.
7.3. Vizio di motivazione e valutazione delle prove.
7.4. Il travisamento del contenuto oggettivo della prova: natura e rimedi.
8. La sentenza della Cassazione.
8.1. Il contraddittorio sulle questioni rilevati d’ufficio.
8.1.1. Profili generali.
8.1.2. Natura delle questioni rilevate d’ufficio in sede di legittimità che devono essere sottoposte al contraddittorio delle parti.
8.1.3. Questioni che determinano la cassazione senza rinvio della decisione impugnata.
8.2. La pronuncia di rigetto con correzione della motivazione.
8.2.1. Premessa.
8.2.2. Limiti entro i quali la Corte può esercitare il potere di correggere la motivazione.
8.2.3. Non necessità di accertamenti in fatto.
8.2.4. Correzione della motivazione inesistente (o meramente apparente). 8.2.5. Esercizio del potere di correzione della motivazione a fronte dell’accertamento di errores in procedendo.
8.2.6. Il contraddittorio sull’esercizio dello ius corrigendi.
8.3. La decisione di cassazione sostitutiva nel merito.
8.3.1. Introduzione della possibilità della Corte di cassazione di decidere nel merito.
8.3.2. I presupposti in presenza dei quali è ammessa la pronuncia sostitutiva nel merito.
8.3.3. Segue. La non necessità di ulteriori accertamenti di fatto.
8.3.4. Questioni assorbite nel giudizio di merito.
8.3.5. L’omesso esame delle domande.
8.3.6. Applicazioni pratiche.