Il 25 ottobre di ogni anno si celebra la Giornata europea della Giustizia civile, che è stata istituita nel 2003 dalla Commissione europea e dal Consiglio d’Europa, nella prospettiva di elevare la qualità e l’efficienza della giurisdizione civile.
Tutti gli Stati membri dell’Unione europea, in questa occasione, sono invitati ad organizzare iniziative con gli operatori della giustizia e i cittadini, con l’obiettivo costante di favorire l’accesso alla giustizia civile e promuovere la conoscenza delle forme di tutela giurisdizionale dei propri diritti e del funzionamento del sistema giudiziario civile.
La Corte di cassazione, come negli scorsi anni, manifesta convinta adesione alla Celebrazione, proseguendo e rafforzando il dialogo tra la Magistratura e la Società civile sui temi della giustizia civile e promuovendo la cultura della legalità e l’accesso alla giustizia.
A tal fine, per contribuire alla formazione dei giovani sui temi della giustizia, la Corte di cassazione, con continuità, accoglie e cura visite di studio delle Università e delle Scuole superiori; il sito web della Corte, costantemente aggiornato, offre a tutti l’opportunità di conoscere le funzioni della Corte.
Per celebrare la Giornata europea della Giustizia civile 2025, la Corte di cassazione, con la Struttura di Formazione decentrata della Corte, ha programmato un incontro di studio che, per ragioni organizzative, si terrà il 6 novembre 2025, in Aula Magna e Teams, dedicato al tema “Le vittime di violenza domestica e di genere e il processo civile: prevenzione e tutela”.
L’incontro si propone come una occasione di confronto sul tema della violenza di genere e domestica, con un focus particolare sulle esigenze di tutela della vittima e su come il processo civile possa e debba assicurarle.
Il processo civile, che nasce storicamente per dirimere controversie di carattere economico patrimoniale, è divenuto nel corso degli anni anche il luogo ove trovano spazio sempre più pressanti richieste di tutela dei diritti della persona, all’interno del quale spesso le parti agiscono in posizione di asimmetria, nonché il luogo ove è possibile intercettare e contrastare sul nascere i germi della violenza domestica e di genere.
Si evidenziano così esigenze nuove e diverse, quali il rispetto della fragilità della vittima, evitare l’insidia degli stereotipi e dei pregiudizi, comprendere e valutare il rischio, riconoscere le forme di violenza subdola ma suscettibile di drammatica escalation, utilizzare i poteri officiosi a tutela dei più fragili tra i fragili, e cioè i minori. L’efficacia della giurisdizione, in questa materia, si misura anche in termini di rispetto delle vittime, uso di linguaggio appropriato e non discriminatorio, tempestività della risposta, ascolto alle esigenze di chi è economicamente o socialmente in posizione di svantaggio.