La Corte Suprema di cassazione alla Conferenza annuale della Rete dei Presidenti delle Corti Supreme Giudiziarie dell’Unione Europea. Approvate le riforme statutarie a tutela dell’indipendenza giudiziaria.
La Corte di cassazione ospiterà a Roma la Conferenza e il Consiglio di Amministrazione della Rete nel 2027.
Dal 11 al 13 giugno 2026 si sono svolti a Limassol (Cipro) i lavori annuali della Rete dei Presidenti delle Corti Supreme Giudiziarie dell’Unione Europea, comprendenti la riunione del Consiglio di Amministrazione, l’Assemblea Generale e la Conferenza annuale della Rete. Ai lavori ha partecipato, in rappresentanza della Corte Suprema di cassazione italiana, il Presidente Aggiunto Stefano Mogini.
La Rete, fondata nel 2004, riunisce i Presidenti delle Corti supreme giudiziarie degli Stati membri dell’Unione europea e costituisce uno dei principali luoghi di confronto istituzionale tra le giurisdizioni supreme europee sui temi dello Stato di diritto, dell’indipendenza della magistratura, della cooperazione giudiziaria e della tutela dei diritti fondamentali.
I lavori sono stati aperti dagli indirizzi di saluto della Presidente della Corte Suprema di Cipro, Katerina Stamatiou, e del Presidente della Rete, Donal O’Donnell, Chief Justice d’Irlanda. Hanno preso parte alla Conferenza i Presidenti delle Corti supreme degli Stati membri dell’Unione europea, i Presidenti delle Corti supreme di Islanda e Regno Unito - in qualità di membri associati della Rete — e i Presidenti delle Corti supreme di Albania, Montenegro e Ucraina, membri osservatori. Sono inoltre intervenuti Mattias Guyomar, Presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo, Richard Wagner, Chief Justice del Canada, Savvas S. Papasavvas, Vicepresidente del Tribunale dell’Unione europea, Maciej Szpunar, Primo Avvocato Generale della Corte di giustizia dell’Unione europea, e l’ex Presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo Síofra O’Leary. Ha partecipato alla Conferenza anche Lord Robert John Reed, Presidente della Supreme Court del Regno Unito.
La prima sessione della Conferenza, dedicata al tema “Rule of Law: Challenges in the 21st Century”, è stata introdotta dagli interventi del Presidente della Corte Suprema della Finlandia, Tatu Leppänen, di Síofra O’Leary, di Maciej Szpunar e del Chief Justice del Canada Richard Wagner. Il dibattito ha affrontato le principali sfide che oggi interessano lo Stato di diritto nelle democrazie contemporanee, il ruolo delle Corti supreme nella salvaguardia dell’indipendenza della giurisdizione e il contributo delle istituzioni giudiziarie alla tenuta dell’ordine costituzionale europeo.
Nel corso della discussione, il Presidente Aggiunto Stefano Mogini ha sviluppato una riflessione sulle più significative sfide che interessano attualmente le democrazie costituzionali europee: i fenomeni di progressivo indebolimento delle garanzie istituzionali della magistratura verificatesi in taluni Stati membri, la delegittimazione pubblica dell’autorità giudiziaria, le tensioni tra esigenze di efficienza e tutela dell’indipendenza dei giudici, nonché le nuove questioni poste dalla digitalizzazione della giustizia e dall’impiego dell’intelligenza artificiale. Richiamando la più recente giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea e della Corte europea dei diritti dell’uomo, nonché i dati contenuti nello EU Justice Scoreboard 2026, il Presidente Aggiunto ha sottolineato come l’indipendenza della magistratura costituisca una garanzia essenziale dei cittadini e del loro diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva, ma anche una precondizione strutturale per la resilienza democratica, la competitività economica, l'efficienza del mercato unico e la stessa credibilità dell'integrazione europea. Egli ha inoltre evidenziato il ruolo delle Corti supreme quali garanti della certezza del diritto, della coerenza degli ordinamenti nazionali e protagoniste del dialogo tra le giurisdizioni nazionali, la Corte di giustizia dell’Unione europea e la Corte europea dei diritti dell’uomo, ribadendo che la difesa dello Stato di diritto rappresenta una responsabilità condivisa dell'intero "ecosistema costituzionale", che comprende tutte le istituzioni democratiche, ma anche avvocati, accademici, giornalisti, organizzazioni della società civile e, in primo luogo, i cittadini: "The rule of law ultimately survives not because courts are powerful, but because democratic societies understand why independent courts matter."
La seconda sessione della Conferenza, dedicata al tema “Protecting Individuals’ Rights in the Digital Sphere – The Impact of the Digital Services Act”, è stata introdotta dalla Presidente della Corte Suprema della Lituania, Danguolė Bublienė, e dal Vicepresidente del Tribunale dell’Unione europea, Savvas Papasavvas. Il confronto si è concentrato sulle implicazioni del Digital Services Act per la tutela dei diritti fondamentali nell’ambiente digitale, con particolare riferimento alla moderazione dei contenuti online, ai sistemi algoritmici e alle nuove forme di responsabilità delle piattaforme digitali.
Nel suo intervento, il Presidente Aggiunto Mogini ha evidenziato come il Digital Services Act non sostituisca il controllo giurisdizionale, ma ne rafforzi le garanzie procedurali attraverso obblighi di trasparenza, motivazione delle decisioni, strumenti di reclamo e rimedi effettivi a favore degli utenti. Richiamando la più recente giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea e della Corte europea dei diritti dell’uomo in materia di libertà di espressione e responsabilità degli intermediari digitali, egli ha sottolineato la necessità che l’utilizzo di sistemi automatizzati di moderazione dei contenuti resti sempre soggetto ad un controllo umano effettivo e ad un sindacato giurisdizionale pieno, così da garantire il corretto bilanciamento tra libertà di espressione, tutela della dignità della persona, sicurezza della rete e protezione dei diritti fondamentali.
Particolare rilievo hanno assunto i lavori del Consiglio di Amministrazione e dell’Assemblea Generale, dedicati all’esame delle proposte di modifica dello Statuto della Rete (Articles of Association) e del Regolamento interno (Byelaws). Le modifiche, approvate dall’Assemblea Generale su proposta del Consiglio di Amministrazione, sono volte a rafforzare la capacità della Rete di reagire, attraverso procedure e strumenti istituzionali adeguati, a situazioni suscettibili di compromettere l’indipendenza di una delle Corti aderenti, consolidando così il ruolo della Rete quale presidio europeo dei valori dello Stato di diritto, della separazione dei poteri e dell’indipendenza della giurisdizione.
Nel corso dei lavori sono stati inoltre ammessi alla Rete, in conformità allo Statuto, la nuova Presidente della Corte Suprema della Croazia e il nuovo Primo Presidente della Corte Suprema della Polonia.
L’Assemblea Generale ha infine deliberato che la prossima riunione del Consiglio di Amministrazione e la Conferenza annuale della Rete del 2027 si svolgeranno a Roma, presso la Corte Suprema di cassazione.
La decisione rappresenta un importante riconoscimento del ruolo svolto dalla Corte di cassazione italiana nell’ambito della cooperazione giudiziaria europea e testimonia la fiducia riposta dalle Corti supreme europee nell’impegno della giurisdizione italiana a favore del dialogo tra le Corti, della tutela dell’indipendenza giudiziaria e della protezione effettiva dei diritti fondamentali nello spazio giuridico europeo.