Responsabilità dei soggetti che rilasciano il visto di conformità o l’asseverazione infedeli, relativamente alla dichiarazione dei redditi (art. 39, comma 1, lett. a), del d.lgs. n. 241 del 1997) - Organo competente all’iscrizione a ruolo - Difetto delle condizioni ex art. 363-bis, comma 1, c.p.c.
La Prima Presidente,
rilevata la mancanza dei requisiti normativi prescritti dall’art. 363-bis c.p.c. e, in particolare, difettando il requisito della novità della questione, già decisa dalla giurisprudenza di legittimità (Cass., Sez. 5, Sentenza n. 11660 del 30/4/2024, Rv. 671070-01: «La responsabilità, prevista dall’art. 39, comma 1, lett. a), secondo periodo, del d.lgs. n. 241 del 1997 (ratione temporis applicabile), dei soggetti che rilasciano il visto di conformità o l’asseverazione infedeli, relativamente alla dichiarazione dei redditi presentata con le modalità di cui all’art. 13 del d.m. n. 164 del 1999, ha una funzione anche punitiva; ne consegue che, ai sensi del comma 2 del citato art. 39, la competenza all’iscrizione a ruolo, nei confronti dei medesimi soggetti, di una somma pari all’importo dell’imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente, appartiene alla direzione regionale dell’Agenzia delle entrate, individuata in ragione del domicilio fiscale del trasgressore e non può essere derogata, pena l’illegittimità dell’atto compiuto in violazione di tale attribuzione.»; analogamente, Cass., Sez. 5, nn. 11790, 11799, 11806 e 11818 del 2/5/2024, Cass., Sez. 5, n. 14578 del 24/5/2024, Cass., Sez. 5, nn. 14745, 14749, 14750, 14779, 14785, 14787, 14792, 14796 del 27/5/2024);
ha dichiarato l’inammissibilità del rinvio pregiudiziale, con cui la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Roma aveva chiesto alla S.C. la risoluzione della questione di diritto «concernente l’individuazione dell’organo competente all’accertamento ed iscrizione a ruolo delle somme dovute, ai sensi dell’articolo 39, comma 1, lettera a) del D. Lgs 9 luglio 1997, n. 241, in conseguenza del rilascio di un visto infedele di conformità dei dati delle dichiarazioni presentate con le modalità di cui all’articolo 13 del decreto ministeriale 31 maggio 1999, n. 164».
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